#unaltraprogettualità – Lavoro, un modello di sviluppo locale

#unaltraprogettualità – Lavoro, un modello di sviluppo locale

Il Comune non può essere inteso come ufficio di collocamento per amici degli amici o portatori di voti, bensì come “motore” di iniziative che abbiano ricadute nel breve, medio e lungo periodo.

1) Porto: trattare con la Regione Lazio affinché sia parte attiva del progetto, liquidando   il socio privato della Capo d’Anzio. Coinvolgere ove necessario l’Autorita di bacino che ha mezzi anche finanziari per la realizzazione dell’opera che veda come prioritaria la riqualificazione del bacino interno e l’escavo del canale di accesso. Il mega progetto può attendere

2) Investire risorse sui punti di forza della città: mare, mare, mare…. da Nerone allo sbarco, dall’enogastronomia al turismo balneare, con eventi di respiro nazionale e internazionale.

Stop ai fondi a pioggia per manifestazioni di basso profilo.

3) Bando per le iniziative sul territorio e programmazione annuale delle stesse

4) Fare del Comune di Anzio il capofila di un progetto europeo per gli 80 anni dello sbarco alleato (2024) che porti alla creazione di un percorso che va dalla Sicilia alla Normandia, passando per la liberazione di Roma, dell’Italia e dell’Europa. In questa ottica individuare e attrezzare una sede adatta per il museo dello sbarco alleato.

5) Immaginare l’ingresso in una Fondazione già esistente e di spessore per realizzare eventi in sinergia (Musica per Roma o Ravello, ad esempio). Il patrimonio in dotazione può essere rappresentato dal Paradiso sul Mare che la Fondazione dovrebbe ristrutturare a proprio carico, in cambio della gestione, lasciando comunque l’uso pubblico del bene al Comune per le proprie necessità e/o iniziative

6) Istituzione del marchio De.Co (una “doc” dei prodotti del territorio) e relativa regolamentazione per valorizzare le tipicità

7) Coinvolgimento   delle attività produttive, riunite in associazione, in eventi d’intesa con l’amministrazione

8) Certezze per gli stabilimenti balneari attraverso l’approvazione del piano di utilizzazione degli arenili con un sistema di tutela degli investimenti effettuati dalle attività. Sblocco degli interventi previsti dalla Regione Lazio a tutela della costa per il contrasto all’erosione. Destagionalizzazione dell’offerta